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Note per il lettore


Le traslitterazioni adottate in questo testo per l'arabo classico son_o_ le seguenti: tre sole coppie di vocali (a\â, i\î, u\û) le prime brevi e le attre lunghe; (w) e (y) seguite da vocale sono lunghe come la (u) e la (i) di uovo e iena. Se sono precedute dalla vocale (a) e non sono seguite da vocale allora originano i dittonghi (aw) e (ay). Quattro consonanti hanno il punto sotto e sono dette enfatiche (¡, ÿ, ¥, ©), ha anche il punto sotto la (|) fortemente aspirata, mentre senza punto sotto indica l'aspirazione flebile. Il punto sopra ha la lettera (Ð) che corrisponde al suono di grano, ma è più gutturale e raschiata. Una pipetta sopra la (Þ) indica il suono dolce di gelato ; sopra la (š) invece corrisponde al suono di sciare. Le lettere sottolineate indicano il suono interdentale, la (÷) dell'inglese those, e la ( Å) di think. La (²) invece corrisponde al suono della jota spagnola. Il segno (') corrisponde al suono gutturale della lettera 'ayn; il segno (' ) indica la hamzah che riproduce un arresto nell'emissione della voce, qui è stata usata anche per sostituire la (a) dell'articolo (al) quando è preceduto da una vocale, come ad esempio in wa 'l-bint. Infine la tâ' marbû¥ah è indicata dalla (h) finale e se si trova in stato costrutto con un'altra parola è trascritta come una (t), come ad esempio in madrasat al-balad. Laddove è stato possibile si è scelto di semplificare usando le parole italianizzate.

La realizzazione di questo lavoro sarebbe stata impossibile senza la collaborazione del preside, dei docenti e dei discenti del Liceo G.G. Adria, dei collaboratori della Fondazione Orestiadi e il prezioso contributo di Laura Bariani, ßamîlah DarraÞî, Šir†n ðaydar e Chiara Impagliazzo. A tutti loro va la mia sincera gratitudine.

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